Una voce femminile alquanto agitata risuona dall’altoparlante, ed ecco un piccione lanciarsi in picchiata verso la banchina numero quattro della stazione di Bologna.
Atterra in virata scivolando sul ciglio della linea gialla da non oltrepassare. Si riassetta le ali e come gli altri volta il capo in direzione del treno in arrivo. Sale in carrozza controllando il tagliando di prenotazione e si accomoda al suo posto tirando un sospiro di sollievo.
Finalmente si può rilassare, fa scivolare il dorso e la coda sul sedile e poi adagia le zampe sul trespolo poggiapiedi. Da sotto l’ala sinistra tira fuori l’iPod, si mette gli auricolari e si addormenta con la testa ciondoloni e il becco appuntato sul petto a mò di compasso.
Sogna il nido e suoi pulcini, granaglie e turisti giapponesi muniti di ombrellini parasole. Sogna una voce femminile, questa volta suadente, che annuncia: “Trenitalia ha il piacere di informare i signori passeggeri che questo treno sta per arrivare in perfetto orario alla stazione di Venezia”.