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lunedì, 07 gennaio 2008
 

L’amore ai tempi dell’high quality.

In the Land of Gods - CHAGALL 2Il tradimento era un lusso sfrenato che non potevamo permetterci. Abbiamo provato a ridimensionarci puntando sulla qualità del nostro rapporto. Eravamo solo una piccola impresa di due elementi, non erano ammessi colpi di testa. Potevamo però provare a registrare il nostro marchio di coppia, rendendola unica e inimitabile, un prodotto di nicchia dove la nicchia eravamo noi due. Era fondamentale essere sempre all’avanguardia nel saper rinnovare il sentimento per non cadere nell’effetto globalizzazione: non volevamo ritrovarci a letto tu a pensare a un'ucraina e io a un brasiliano. Abbiamo tentato di sprigionare la nostra creatività e innovare quando era il momento. Eravamo determinati a riconvertire il grigiore, quando si fosse presentato, in un rapporto sostenibile: riseminando il nostro giardino per vedere nascere nuovi germogli, purificando l’aria e creando un ambiente sano e ricco che ci facesse amare e stare bene, anche in previsione di un ampliamento. E poi sapevamo che ci voleva attenzione al dettaglio quando si è piccole imprese, per non creare un prodotto di massa, bensì uno unico nel suo genere e che fosse corredato di tutte le azioni facenti parte di un’intera filosofia di vita, che ci avvolgesse totalmente, che fosse funzionale ed esteticamente bello. Un prodotto da desiderare e far durare nel tempo. Perché i buoni prodotti, quelli di alta qualità, durano nel tempo.

 

Conoscevo il tuo pensiero profondo: tutto ciò in cui stavamo investendo apparteneva al superfluo della vita e, in quei tempi, le piccole imprese erano destinate a fallire. Preferivi la botta di lusso sfrenato a costo di rovinarci.

Ma io sostenevo che il problema era un altro. Eravamo privi di creatività, come avremmo potuto vivere nella poesia e nella bellezza facendo del nostro rapporto un’opera d’arte? Sì, lo so, si parlava di prodotto high quality e non di opera d’arte, se pensi però che questi prodotti arrivano ad avere valore pari alle opere d’arte forse anche loro entrano nel sublime. Dopotutto siamo qui a dare un prezzo ai sentimenti come alle cose. La creatività, quella che a noi mancava, era il valore aggiunto che rende le cose irripetibili. Questione d'ispirazione, a volte.

Inoltre, avremmo dovuto iniziare investendo lo stesso capitale per andare di pari entusiasmo, perché ad un divano Cassina non si può accostare una poltrona Mondo Convenienza, si rovina l’ambiente.
 

[Nell'immagine: In the Land of Gods - Marc Chagall]

postato da fotoreportress | 01:29 | commenti (14)