Fotoreportress

   In questo luogo non troverai fotografie di luce, solo parole color seppia.

 



link
aitan
Al Farach
all
brule
Cally
carrino
casalinprecaria
Cenresig
cf05103025
cobblep0t
Comparsa
davizz
duchesne
e.l.e.n.a.
Effe
Egotique
figliodinessuno
Flounder
fuoridaidenti
hobbs
Hotel Messico
ipsediggy
john.Coltrane
katiuuuscia
le parole del giorno
miic
mrka
nodirection
Oltranzista
pattymeet
Petarda
peterparker999
Rear Window
rebusrebus
ritabonono
sGrethel
sphera
tashtego
Toxidrome
UnoDiPassaggio
uomoambra
Yuhu
Zaccaria
zaritmac
zop
Zu
il mio archivio
oggi
giugno 2009
maggio 2009
agosto 2008
giugno 2008
maggio 2008
marzo 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
le mie categorie
amore
animazione
arte
cibo
cinema
giochi
incontri
internet
lavoro
libri
milano-roma
musica
onirico
poesia
praline
reality
religione
riflessioni
scienza
sesso
shopping
tech
televisione
vacanze
varie
viaggi
vita
counter
*loading* visite



sabato, 19 maggio 2007
 

Marta ascolta il vento.

grano6r 2Marta ascolta il vento seduta in cima alla collina. Felice di sovrastare per qualche istante l’agglomerato grigio che la soffoca, la inquina.

Si lascia cullare da un sibilo lieve, un fruscio di alberi e foglie di verde linfa. Guarda l’erba piegarsi dolcemente, ineluttabile sotto il delicato invisibile tocco. Vede un soffio spazzare via nuvole colme di piogge acide. Avverte frescura sulle sue guance, sono risate spensierate di bambini, contagiose, che ricordano giochi di pancia, mentre un fiato porta da lontano la protesta di un cane in catene, e la costanza del suo abbaiare rianima speranze.

Oscilla leggermente, asseconda le direzioni del vento cercando di restare in equilibrio. Non immagina di poter essere rapita da una folata improvvisa che reca nell’aria una frequenza a transistor mai udita prima. Una voce sincera, un alito che scalda. E’ un richiamo in musica di parole tratteggiate ad arte.

E il vento si fa movimento, la spinge, la spinge giù,  tra i vicoli di un centro storico dalle porte chiuse dove l’umanità sta dietro gli scuri. E’ cauta, va a passo lento eppure mossa senza attrito. Smussa angoli, attraversa piazze, cammina con tacchi a spillo sul mattonato incerto e intanto tende i suoi pensieri a lasciarsi sedurre da quell'energia nell’aria che la pervade. Come vittima di un incanto, ascolta il suono rivelatore fatto di diodi che parla di lei. Segue le parole che volteggiano nei suoi desideri, parole catodiche che convergono fino in fondo al suo respiro.

 

Marta vaga senza posa sospinta dal vento, in direzione della fonte che trasmette le dediche del suo sentire.

postato da fotoreportress | 15:01 | commenti (12)


sabato, 12 maggio 2007
 

590736339_303db89d7b 2E’ un divenire di elementi che mutano il particolare dei tuoi occhi insonni.

 

Svanisci e poi riprendi un’altra foggia. Soppesi, centellìni, dirigi e getti via i tuoi capolavori. Accusi disfatte al tuo ego innato. Vuoi forse liberarti della paternità di una battaglia vinta, di una ragione conclamata. Sai bene di aver toccato le mie corde, suonato la mia resa per la seconda volta.

Ma questa non è guerra, non ci sono strategie. C’è un istinto di poetica allegoria dei sensi, recitata in falsetto, bagnata all’osso di verità imperative. E un atto unico, in scena sole voci e chiaroscuri, che campeggia ancora nella tua, nella mia curiosità, in mezzo al vortice delle futili convinzioni quando è arduo trovare riparo.

Il balzello è l’ignoto mai svelato e il ricordo di un sorriso riflesso.

 



postato da fotoreportress | 19:23 | commenti (10)
riflessioni, incontri


domenica, 06 maggio 2007
 

Chinese fast food.

LM105-Botero~La-lettera-Posters 2Non hai più carne per affondare le tue mani. Non più una morbida piega da sfiorare con le dita seguendo le mie circospezioni ombelicali. Dimentica quello che sempre facevi. Dimentica comprimere con forza il tuo corpo contro il mio per superare le adipose ritrosie, per entrarmi nelle viscere. Ti mancano i fianchi per aggrapparti al desiderio. Le cosce piene che solcavi con le unghie per seminare certezze. Seni che ci riempivi la bocca per non giocarti inutili parole. E l’accoglienza dei glutei quando aprivi il sipario, e applausi a scena aperta e calore tangibile da te, spettatore/attore che mordevi il testo, che tastavi a pieni palmi la mia fiducia e la tua bravura. 


Ora sono pallida come l’avena, esile alga che sa di iodio. Mandorli i miei capezzoli, su pianori leggermente scoscesi.  Mordi germogli di soia incastonati tra ossa spigolose. Puoi piantare un seme di loto, se vuoi, sono latte di ruscello. Se attraversi le distese di orzo, segui il profumo di zenzero, arrivi nell’unico campo florido, frutteto di giuggiola cinese e spighe di grano saraceno. Lì puoi cibarti del tuo pasto, scarno, dal sapore di scalogno. Non provi senso di pienezza. Un pasto che consumi velocemente.

 

(Dedicato a te e alla mia dieta cinese)

 

 

[Nell'immagine: La lettera - Fernando Botero]
postato da fotoreportress | 12:20 | commenti (9)
cibo, sesso


venerdì, 04 maggio 2007
 

tesoro, non so come dirtelo...

...dimmelo

hai l'header più brutto del secolo   

 

 

3267093

postato da fotoreportress | 23:26 | commenti (6)